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Shiatsudefinizione di shiatsu - l’operatore shiatsu - la seduta di shiatsu - MTC nella professione dell’ostetrica
DEFINIZIONE DI SHIATSU Parola giapponese che significa Shi = dito, Atsu = pressione. Pur essendo una disciplina che prevede un intervento manuale sul corpo, si differenzia nettamente da tutte le altre tecniche di massaggio o terapia corporea. Caratteristiche fondamentali dello Shiatsu sono infatti: La pressione: effettuata con il pollice, nel quale si trova il maggior numero di recettori sensoriali della mano ed al quale corrisponde sulla corteccia cerebrale un’area maggiore non solo rispetto alle altre dita, ma anche a tutte le altre parti del corpo. La pressione viene effettuata anche con le altre dita delle mani (pressione tetradigitale, tridigitale, bidigitale, pinzettamento bidigitale, pressione verticale, statica, di sostegno), con i palmi (tecnica palmare bimanuale, a mani incrociate, tecnia ondulatoria, verticale, massaggio circolare, della frizione della stretta), i gomiti ed in casi eccezionali le ginocchia. Pressione in movimento e contatto fermo e costante: durante il trattamento la pressione viene effettuata fondamentalmente con il pollice, mentre con il pollice o con il palmo dell’altra mano si applica una pressione costante e ferma su una zona del corpo con la funzione di sostenere, ma anche di permettere un effettivo collegamento tra i vari punti a volte molto lontani. Il ricevente acquista un nuovo contatto con quelle zone rese meno sensibili, vive e presenti in seguito allo squilibrio, la percezione del suo corpo risulta più intensa, donandogli un senso di unità e benessere. Caratteristiche fondamentali della pressione shiatsu:
La centratura in Hara L’operatore shiatsu professionista è in grado di centrarsi in Hara (zona sott’ombelicale, vero baricentro fisico ed energetico del corpo e del movimento), il movimento pressorio è originato da Hara, la perpendicolarità, la costanza, la gradualità e la precisione della pressione sono “calibrate” dalla centratura in Hara. Il contatto con sé stesso e con l’altro (cliente) come unione di corpo-mente-spirito nasce dalla centratura in Hara e permette all’operatore shiatsu professionista di percepire tutti quei dettagli sottili ed invisibili all’occhio non allenato del principiante, che gli permettono di seguire uno schema di trattamento mirato all’individualità del cliente; quest’ultimo a sua volta si sente pienamente compreso e curato proprio in quell’area problematica, che è la radice del suo disturbo. Ritengo opportuno a questo punto della definizione di Shiatsu, citare le parole del Presidente della Federazione Italiana Shiatsu, Douglas Gattini, nel suo libro “La Seduta di Shiatsu”: “L’operatore, oltre a rispettare rigorosamente le caratteristiche tecniche di pressione, esegue il trattamento in una condizione generale di grande calma e presenza vigile, accompagnata da una respirazione lenta, profonda e bassoaddominale. Queste condizioni danno allo Shiatsu una fisionomia particolare e si ripercuotono positivamente sul ricevente, infondendogli sicurezza e tranquillità, disponendolo anche ad un fiducioso abbandono. Essendo infatti lo Shiatsu un trattamento molto intenso, profondo ed incisivo che va a coinvolgere la persona nella sua interezza, richiede da parte dell’operatore anche precise caratteristiche comportamentali di sensibilità, attenzione ed ascolto che permettano proprio l’instaurarsi di un contatto che vada a stimolare in profondità l’energia della persona. In virtù di tutto questo il trattamento Shiatsu, se osservato dall’esterno, appare piuttosto lento e monotono, contrariamente alle varie tecniche manuali, in realtà induce una notevole stimolazione vitale e dinamica del movimento energetico interiore. L’altra caratteristica significativa dello Shiatsu è infatti quella di attivare un movimento nel corpo attraverso l’assenza di movimento delle mani di chi opera: la stimolazione pressoria dello Shiatsu in base al principio fisico di “azione-reazione” 8ad ogni azione corrisponde un’azione uguale o contraria), determina una contropressione corrispondente da parte dell’organismo, un autentico movimento di risposta che, proprio in virtù di una legge fisica, deve necessariamente prodursi, anche vincendo l’inerzia di una lunga stasi energetica. Questo movimento che si produce è di fondamentale importanza, poiché è proprio grazie ad esso che si risvegliano le forze vitali intrinseche da cui dipende il processo di autoguarigione. Si noti inoltre che tutto quanto è stato descritto circa le modalità d’attuazione dello Shiatsu, avviene in silenzio. L’operatore durante la pratica normalmente non parla al ricevente, affida invece il dialogo alle mani, un dialogo silenzioso non verbale, ma intenso ed efficace, che si esplica a livelli profondi e che parla il linguaggio del corpo con una attenzione tutta particolare ai suoi messaggi e ai suoi bisogni. Tutti questi aspetti ben precisi che abbiamo analizzato, caratterizzano lo Shiatsu in modo chiaro ed inequivocabile, rendendolo davvero una particolare e ben definita arte autonoma da non confondersi con altre tecniche manuali sul corpo.” |
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